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Quella valigetta da trecentomila euro

16 gennaio 2010

Cos’è successo oggi?

“Venga a Milano. Con i soldi”. Per concludere l’affare, gli accordi erano precisi. Appuntamento in Bicocca, piazza del Calendario. Venerdì pomeriggio, zona d’uffici, impiegati in cravatta che vanno e che vengono. Nessuno fa caso a quell’anziano elegante con la sua valigetta. Cammina, si ferma in mezzo allo slargo, si guarda un po’ intorno. “Guten Tag”, gli dice un altro uomo di fronte alla sede della Deutsche Bank. I due si guardano. E’ la prima volta che si incontrano. Nelle settimane scorse si sono sentiti molte volte, via mail e al telefono. L’uomo che ha salutato in tedesco dice di venire dal Belgio; tempo fa ha messo in vendita su Internet un terreno turistico in Bulgaria. Il signore anziano, che ha 76 anni, è appena arrivato dall’Austria. Nella sua ventiquattrore ci sono trecentomila euro. I soldi per comprare quel terreno nell’Est. I due si stringono la mano, qualche parola di saluto. L’austriaco è un po’ stanco, poggia la valigetta per terra. L’altro l’afferra e in un istante corre via. All’angolo della strada è parcheggiata una fuoriserie bianca. Il belga sale, il complice mette in moto. I due ladri si allontanano con i trecentomila euro.

E soprattutto, dove?

Piazza del Calendario

Periferia nord, zona 9, MM5 Bicocca (in costruzione)

(Foto Google street view)

Estremità sud della Bicocca di Vittorio Gregotti. Gli universitari ci passano poco. C’è la sede della Deutsche Bank progettata da Gino Valle, tutta sporgenze e rigore. C’è una piazza così ampia che pare sempre vuota. Ci sono timidi alberelli disposti a distanza regolare.  Eppure c’è qualcosa che unisce questo luogo a Piazza Selinunte, il centro del più grande e disperato tra i quartieri popolari di Milano, dieci chilometri più a sud-ovest. Due posti diversissimi, ma l’aria da socialismo reale è la stessa. Pulita e rispettabile alla Bicocca. Sporca e amara laggiù.

La poca vita serale del quartiere si esaurisce intorno al teatro degli Arcimboldi e al giardino ribassato di piazza della Trivulziana. Nel resto della Bicocca si può incontrare qualche ragazzo che fa parkour. Oppure qualche ciclista urbano, sceso dal cavalcavia di via De Marchi a godersi tra i lampioni la scenografia berlinese. La sfida per tutti rimane quella di scalare la Collina dei Ciliegi: un rigonfiamento della terra formato dai detriti della vecchia Pirelli, alto venticinque metri e con pendenze da alpinisti. Ne hanno fatto un improbabile parchetto. Il panorama dalla cima è un affaccio sui futuri grattacieli di Porta Nuova.

Guarda la mappa generale del crimine in città

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  1. 21 febbraio 2010 18:30

    Come si fa a commentare un avvenimento come questo? È un bruttissimo avvenimento come tanti che si possono leggere comperando un quotidiano.

    A questo punto però mi viene spontaneo chiedere:

    Che differenza c’è fra il sottrarre 300.000 Euro a un settantaseienne un poco “sprovveduto” e il maltrattamento sistematico (o quasi) da parte di quegli organismi della Sanità (o della Salute) preposti ad alleviare le sofferenze di umani più o meno contribuenti?

    Apparentemente non c’è alcuna differenza. Il settantaseienne viene derubato sulla pubblica piazza. Il “contribuente” viene “derubato” nel contesto di una pubblica istituzione. Che si tratti di un maltrattamento in un ospedale o presso lo studio di un medico, non importa.
    La differenza sta nel fatto che “Chi maltratta” lo fa sovente verso chi non può difendersi o addirittura con la “maschera del benefattore”.

    Ho usato la parola maltrattamento che può sembrare sbagliata.
    Perchè sbagliata? Bisogna mettersi d’accordo. Chi è preposto, Ente Ospedaliero o singolo Medico, a curare e ad alleviare le sofferenze lo fa male o svogliatamente, scivola nel maltrattamento. Ancor peggio se, per quella “fornitura” è pagato. Peggio ancora se “il sofferente” paga direttamente o indirettamente.

    ERRARE HUMANUM EST, PERSEVERARE DIABOLICUM.

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