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Ladro in fuga ruba la pistola della polizia

19 gennaio 2010

Cos’è successo oggi?

Inizia tutto all’alba, con un furto in un bar di periferia. Finisce un’ora dopo, con un poliziotto con il naso rotto sull’asfalto di via Imbonati e almeno due ladri riusciti a fuggire. Uno di loro con in tasca la pistola dell’agente ferito. Altri due uomini sono stati arrestati.

In totale era composta da quattro, forse cinque persone la banda che prima delle 6 di stamattina ha svaligiato il bar di via Vignati, tra Dergano e Affori, zona nord della città. Due dei rapinatori sono stati subito fermati dalla polizia che in quel momento passava in zona. Sono due ragazzi rumeni di 17 e 23 anni. Gli altri criminali sono corsi via ma in poco tempo sono stati di nuovo rintracciati.

Alcune auto della Squadra Volanti stavano passando in via Imbonati verso le 7 quando alla loro vista due uomini si sono messi a scappare. A questo punto è iniziato un inseguimento a piedi. Uno dei fuggitivi è stato raggiunto ma non si è fatto catturare. Con una mossa è riuscito a rubare la pistola del poliziotto che lo placcava, lo ha colpito al volto con il calcio dell’arma ed è fuggito. L’agente, un giovane di 28 anni, è stato portato all’ospedale Niguarda ferito al naso. Il malvivente con la calibro nove della polizia è ancora a piede libero.

E soprattutto, dove?

Via privata Cesare Vignati

Periferia nord, zona 9, MM3 Dergano (in costruzione)

(Foto Google street view)

Via Carlo Imbonati

Poco oltre la circonvallazione esterna, Zona 9, MM3 Maciachini

(Foto Google street view)

Via Vignati è una breve laterale di via Pellegrino Rossi ed è la stessa strada dove nel novembre 2009, in un box condominiale, una donna è stata stuprata. Via Imbonati è a poche centinaia di metri di distanza, oltre il sottopassaggio della ferrovia. E’ un indirizzo molto noto in città, e con una fama altrettanto cattiva, che precede di gran lunga l’episodio del rapinatore a piede libero con in tasca la pistola della polizia. Appare come un posto poco rassicurante, in particolare nel primo tratto dopo piazzale Maciachini, dove l’impressione di abbandono è più forte. Una sequenza di case di ringhiera pericolanti e sovraffollate, ridotte negli anni a ghetto per gli immigrati più poveri. Negozi miseri. La carreggiata tenuta male. L’asfalto pieno di buche, i binari in disuso che si perdono nel nulla.

Sull’altro lato della strada c’era una volta fa la sede della Carlo Erba, rimasta per anni una terra di nessuno. A ricordo dell’ex industria farmaceutica è rimasta in piedi soltanto una ciminiera rossastra che pare uscita da un dipinto di Mario Sironi. Adesso su quell’area ci sono gli edifici appena terminati del Maciachini center: un nuovo centro direzionale in vetro e facciate multicolori che potrebbe aiutare il quartiere, al momento uno tra i meno quotati sul mercato immobiliare milanese, a riqualificarsi. Tutti ci sperano, in fin dei conti. Gli impiegati del nuovo palazzo della Zurich, gli sportivi del centro Virgin Active, i commercianti e soprattutto i residenti onesti di via Imbonati. Che da anni aspettano con pazienza anche la fine dei lavori di prolungamento della metropolitana 3.

Guarda la mappa generale del crimine in città

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