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Aborti clandestini, chiusi due ambulatori

27 gennaio 2010

Cos’è successo oggi?

Pagare trecento euro per abortire sopra un tavolo da cucina, con i ferri del mestiere sterilizzati sul fuoco e riutilizzati più volte. Succedeva a Quarto Oggiaro, in via Carlo Perini. In questa strada venerdì scorso la polizia ha scoperto e sequestrato un ambulatorio clandestino cinese. Lo stesso che fino a pochi giorni prima era allestito in via Paolo Sarpi 8, nella chinatown del centro di Milano. Si calcola che in quella clinica improvvisata, in condizioni igieniche disastrose, siano state operate oltre cento donne straniere incinte. Le mammane si erano trasferite in periferia subito dopo la denuncia televisiva delle “Iene”, messa in onda mercoledì.

Le orientali che volevano abortire, anche minorenni, anche oltre il limite di legge del terzo mese di gestazione, prendevano contatti con il gestore di una farmacia di zona Sarpi. Era lui a indirizzarle all’ambulatorio, dove gli interventi erano eseguiti sul momento da due donne di quasi 40 anni, di cui una già condannata a Reggio Emilia nel 1994 per esercizio abusivo della professione medica. Oltre a queste tre persone sono stati denunciati a piede libero anche altri due cinesi: il fratello di una delle donne e un commesso dell’erboristeria incriminata.

Nell’appartamento di via Perini gli agenti hanno trovato tutti gli strumenti necessari agli aborti, che venivano praticati su tavoli da cucina. A chi se ne andava dopo quell’operazione pagata 250 euro più altri 50 euro per i medicinali, la raccomandazione era sempre la stessa: anche se vi sentite male, non andate al pronto soccorso.

E soprattutto, dove?

Via Carlo Perini

Periferia nord-ovest, zona 8, Linee S Certosa

(Foto Google street view)

Sostiene lo scrittore e architetto Gianni Biondillo che Quarto Oggiaro, prima che essere un luogo fisico, uno spazio autonomo dal resto di Milano in cui abitano quarantamila persone, sia ormai diventato un luogo comune: quello della periferia degradata, la stessa che uno spregevole stereotipo giornalistico liquida subito come “Bronx” (per vedere come davvero erano ridotti alcuni brandelli di New York, alcune foto sono qui e – solo per stomaci forti – qui. C’è anche questo libro che cerca di andare più in profondità).

In via Perini siamo al confine sud di Quarto Oggiaro, sull’ex area delle raffinerie Fina, dove negli ultimi anni è stato costruito un complesso residenziale con un parco di 200.000 metri quadri. Qui tutto è nuovo e staccato dalla vita e dalla storia del quartiere. Varcare via De Pisis, futura strada interquartiere nord, con i suoi tristi condomini colorati a chiazze, è fare un salto dentro una storia di mafia e disagio abitativo vecchia di trent’anni.

Via Paolo Sarpi 8

Poco oltre la cerchia dei bastioni, zona 8, MM2 Garibaldi

(Foto Google street view)

Non è vero che da qui gli italiani continuano a scappare. E sbaglia chi immagina questa strada come un luogo losco e cadente. Tra le sue mille zone d’ombra, la storica Chinatown di Milano resta uno tra i quartieri più interessanti della città. C’è in via Paolo Sarpi una frenesia vitale che mette buonumore: la si incontra in certi pomeriggi, camminando in mezzo alla gente, all’altezza del incrocio con via Bramante.

Sul confine tra zona 1 e zona 8, un appartamento ristrutturato si vende a 5.000 euro al metro quadro. Buona parte degli edifici sono di inizio Novecento, il periodo in cui dall’Estremo Oriente iniziarono ad arrivare i primi immigrati.

Quasi tutti questi palazzi in origine erano popolari, e alcuni lo sono anche adesso. Ma tanti altri sono stati rimessi a nuovo, e in futuro saranno sempre di più. Nei cortili fioriti hanno aperto studi di architettura e design. Via Sarpi è diventata una meta desiderabile per la sua collocazione strategica: in fin dei conti è vicina a Garibaldi, a Brera, al parco Sempione e all’Arco della Pace.

Le trasformazioni della zona potrebbero sembrare un paradosso. Da un lato, in silenzio, la comunità cinese si espande e si evolve in modi difficili da decifrare, a volte inquietanti. Ma dall’altro lato, e altrettanto in silenzio, Chinatown sta diventando un posto per italiani ricchi e chic.

Guarda la mappa generale del crimine in città

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One Comment leave one →
  1. 16 febbraio 2010 21:45

    ho messo su google “abortire” e “via sarpi” per ricerche mie e come primo risultato è uscito il tuo blog! E io neanche sapevo che avessi scritto questo post! Grande Daniele

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