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Clochard preso a sprangate, è in fin di vita

9 febbraio 2010

Lo hanno trovato con il cranio spaccato da una spranga di ferro. Era accasciato privo di sensi dentro la cabina telefonica tra piazzale Cantore e corso Genova che di notte usava come rifugio. L’uomo, un senzatetto colombiano di 65 anni, è stato colpito alla testa probabilmente mentre dormiva. Un addetto alla pulizia stradale dell’Amsa lo ha soccorso poco dopo le 4 di stamattina. Accanto al corpo del clochard c’era un tubo di ferro sporco di sangue. La vittima è stata portata in fin di vita al Policlinico, dov’è in rianimazione con una frattura scomposta del cranio e un’emorragia cerebrale.

***

Piazzale Antonio Cantore

Sulla cerchia dei bastioni, zona 1/6, MM2 Porta Genova

(Foto Google street view)

Prima di diventare la gallina dalle uova d’oro delle agenzie immobiliari, fino agli anni Ottanta questo era un quartiere malfamato. Uno strascico di quei tempi rimane oggi al sabato, quando la piazza si trasforma nel bazar delle bici rubate, rivendute a poco prezzo nei giardinetti affacciati sulla Darsena, o meglio sulle erbacce dell’antico porto di Milano. (Se vi interessa la fiera di Sinigallia, non cercatela più qui: dal 2005 è stata trasferita nel parcheggio della stazione di Porta Genova.)

Piazzale Cantore si presenta con la coppia di ex caselli daziari più piccoli e ignorati della città (se volete affittare quello ovest, cliccate qui). L’edificio sull’angolo con corso Genova (sulla destra nell’immagine) è deturpato da un orrendo sopralzo anni Sessanta, precursore di quella valanga di piani rialzati e sottotetti di dubbio gusto che sono spuntati a Milano dopo le leggi regionali del 1996 e del 1999 e con il condono edilizio del 2003. La visione è tanto più triste se si pensa che il palazzo in questione possiede una storia importante. Alcune guide architettoniche lo indicano addirittura come meta turistica (qui e qui), salvo poi non ammettere che l’unico modo per godersi la sua bellezza è guardarlo in una foto in bianco e nero.

Sempre al sabato si cerca di far convivere uno dei mercati all’aperto più popolari (e detestati) della città con un viale a sei corsie dove le macchine sfrecciano a velocità autostradali. Gli ambulanti sono piazzati su due file parallele nel mezzo di viale Papiniano. Se camminate in quel budello e all’improvviso vi viene un attacco di claustrofobia, non fate l’errore di cercare un po’ di respiro scartando di lato. Attaccati alle bancarelle, dietro le file di scarpe e di vestiti a basso prezzo passano i tir a novanta all’ora.

Guarda la mappa generale della cronaca nera in città

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