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Il rame torna a crescere, i furti lo seguono

23 febbraio 2010

Il migliore, il più ambito, è quello dei cavi delle ferrovie. Ma i ladri di rame, fosse anche soltanto per racimolare pochi chili di metallo da una grondaia, passano al setaccio case, industrie, chiese e cimiteri. Ieri sera in via Rismondo a Baggio, periferia ovest della città, erano in quattro in azione in un cantiere. Due sono riusciti a scappare. Gli altri sono stati fermati dai carabinieri.

Sono due ragazzi di 21 e 24 anni con qualche precedente alle spalle. E sono italiani. Un fatto all’apparenza secondario che però potrebbe spiegare qualcosa di importante. A lungo il furto del rame è stata un’attività poco remunerativa, gestita quasi soltanto da disperati, a volte rom. Ma negli ultimi anni le quotazioni del metallo in borsa sono cresciute così tanto che l’”oro rosso” ha iniziato a sembrare a molti una fonte di guadagno facile.

Nel 2006 valeva quasi 8 mila euro a tonnellata: il triplo rispetto a un anno prima. Dopo la crisi del 2008, nelle ultime settimane ha toccato un nuovo record di 6.500 euro a tonnellata. Il rame rubato viene rivenduto e fuso e spesso esportato in Cina. La maggioranza dei colpi avvengono lungo la rete ferroviaria. La Polfer ha dovuto formare una squadra specializzata per contrastare il fenomeno.

Il tentato furto in via Rismondo è iniziato ieri sera, quando i quattro ladri sono entrati di nascosto nell’area di un cantiere. I carabinieri sono arrivati poco dopo e hanno trovato i ragazzi che stavano tranciando alcuni fili di rame da una cabina elettrica. Poco più in là erano stati accumulati alcuni tubi e quattro bobine di cavi. Di fronte ai militari due complici sono riusciti a fuggire, mentre gli altri due sono stati arrestati.

***

Via Francesco Rismondo

Periferia ovest, Zona 7, MM1 Bisceglie

(Foto Google street view)

Su Baggio, storico quartiere dell’estrema periferia ovest, c’è un detto milanese che tradotto suona più o meno: “Non andare a Baggio se non hai coraggio”. Bisogna fidarsi della saggezza popolare? La cronaca più recente dice che furti, violenze e stupri qui continuano ad avvenire. Nella primavera 2009 una ragazza di 30 anni è stata violentata fuori dalla discoteca Zoe, vicino a piazza Anita Garibaldi.

Tra le case popolari di via Quarti, dove un inquilino su cinque è un occupante abusivo, nel 2009 era stata scoperta una scuderia di cavalli clandestina. Il simbolo dello stato della zona è forse l’ex Istituto Marchiondi, costruito nel 1957. Cupo e severo com’è, potrebbe non piacere: ma resta un capolavoro dell’architettura italiana brutalista (la stessa che a Londra – qui e  qui – aveva tanto impressionato lo scrittore James G. Ballard). E’ abbandonato da anni, lasciato in balia dei rovi e usato come rifugio dai senzatetto. C’è un progetto per farlo rinascere e ridare fiato a Baggio. Staremo a vedere.

Guarda la mappa generale della cronaca nera in città

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