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Il desolato quadrilatero di San Siro

26 febbraio 2010

Via Preneste 3

Poco oltre la circonvallazione esterna, zona 7, MM1 Lotto Fiera

(Foto Google street view)

Una famiglia di occupanti abusivi è stata sgomberata stamattina da un appartamento nel palazzo Aler di via Preneste 3, nel quartiere San Siro. I membri del comitato di quartiere sono scesi in strada per protestare contro l’intervento di sfratto che secondo loro sarebbe avvenuto “senza una sentenza del tribunale”, togliendo un tetto a “una famiglia che comprende anche tre bambini”.

***

Certo, a Rogoredo (qui e qui) e a Romolo (qui) ci sono le case d’amianto; al Corvetto le gang rivali di italiani e marocchini; e tra le vie Lopez e Pascarella una tradizione mafiosa che si rinnova da decenni, gli ultimi arresti soltanto pochi giorni fa. Ma nella geografia delle case popolari milanesi, a San Siro c’è qualcosa di diverso, di più impressionante: le proporzioni.

Piantato nel mezzo della città, vicinissimo ai futuri grattacieli di Citylife e a piazza Piemonte, alla sede del Sole 24 Ore e alle ville e ai giardini privati della zona dell’ippodromo, c’è un quadrilatero di alloggi miseri e desolati grande quasi come il parco Sempione. Trecentosettantamila metri quadrati di superficie e undicimila residenti, di cui seimila che vivono nei centoventiquattro palazzi ancora di proprietà dell’Aler. Oltre i tanti numeri si disegna un’utopia urbanistica che il tempo e l’incuria hanno trasformato in un centro di esclusione, illegalità e rancore. E’ qui che abitava il libico Mohamed Game, attentatore della caserma Perrucchetti lo scorso ottobre.

Piazzale Selinunte - Google street view

Costruito dal 1935 al 1947 in stile razionalista, il quartiere San Siro, il più grande di edilizia sociale della città, è rimasto praticamente abbandonato a se stesso a partire dai tardi anni Settanta. All’inizio del Duemila aveva raggiunto livelli di degrado abitativo così estremi da dare il via a un lungo programma di riqualificazione. I lavori dovrebbero finire entro il 2011. La centrale di teleriscaldamento e il nuovo arredo urbano di piazzale Selinunte, il centro del quadrilatero, sono stati inaugurati qualche mese fa.

Non tutte le immagini del quartiere in Google street view sono già state aggiornate al dopo-ristrutturazioni. Vale la pena affrettarsi a vederle per conservare una testimonianza delle scandalose condizioni in cui San Siro era ridotto, in particolare nelle strade interne, le più strette e claustrofobiche.

Via Tracia - Google street view

Chi abita nel quadrilatero di San Siro? All’avvio del “Contratto di Quartiere II”, nel 2002, oltre il 62% degli abitanti aveva più di 60 anni. Quasi il 4%, cioè 400 persone, avevano disagi psichici ed erano classificate come “malati mentali“. C’era poi un altro 25% di residenti stranieri. Una cifra che al 31 dicembre 2008 era salita al 30% circa. Alla scuola elementare pubblica “Lombardo Radice” di via Paravia, quest’anno, iscritti in prima c’erano soltanto bambini stranieri.

E poi c’è la questione degli occupanti abusivi. Quattrocentocinquanta in tutto, 160 soltanto nelle piccole vie Tracia e Preneste. Ogni tanto, negli ultimi mesi, scortati dalla polizia arrivano gli uomini dell’Aler a sfrattare qualcuno. Prima di oggi era successo a gennaio, al 4 di via Tracia. Ad ogni sgombero scendono in strada gli altri inquilini irregolari, fiancheggiati dai ragazzi dei centri sociali.

Dietro alla riqualificazione dell’area, sostengono i manifestanti, ci sarebbero le mire di speculazione edilizia da parte di qualche imprecisato costruttore in vista dell’Expo. Sarà vero? A dicembre il presidente dell’Aler, Loris Zaffra, aveva dichiarato: «A San Siro le case popolari sono a poca distanza dall’area dove sorgerà Citylife. Se possiamo costruire case nuove a poca distanza e i residenti ne hanno un segno tangibile, iniziamo a liberare i 6mila alloggi e non è escluso che una parte di quell’area possa essere rimessa sul mercato».

Via Bernardo Zamagna - Google street view

Qualcuno sta per mettere le mani sul quadrilatero? La risposta arriverà dal Piano di Governo del Territorio. Nel frattempo bisogna tenere d’occhio i confini del quartiere, da cui arrivano segnali contrastanti. Da un lato, a nord, su piazzale Segesta, è in cantiere un palazzo di otto piani appaltato dalla cooperativa “La Torrazza”. Dall’altro, a sud-ovest, sembra scongiurato il previsto abbattimento (con nuova costruzione) del condominio di via Civitali 30. Proprio quello in cui viveva Mohamed Game, l’imprenditore terrorista improvvisato.

Guarda la mappa generale della cronaca nera in città

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