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L’insospettabile portiere di via Pecchio

9 marzo 2010

Era ricercato in 192 paesi del mondo per omicidio e violenza sessuale. Era latitante dal 2002, da quando cioè a Castellon, in Spagna, sua città adottiva, aveva ucciso il gestore di un chiosco di bevande. I suoi otto anni di latitanza sono finiti ieri mattina a Milano.

Dopo mesi di indagini ed appostamenti i carabinieri hanno arrestato Veselin Ivanov Kirilov, bulgaro di 33 anni. L’uomo viveva in Italia da cinque anni e lavorava come portiere in uno stabile signorile di via Pecchio. Era stato assunto con contratto regolare da una ditta di pulizie. Per sfuggire ai controlli doganali aveva falsificato i documenti invertendo il nome con il cognome.

La cattura di Kirilov è avvenuta in un bar della zona. Il latitante aveva appena finito di bere un caffè e stava per andare al lavoro, quando i militari lo hanno circondato e lo hanno ammanettato.  Kirilov è ora a San Vittore, ma presto sarà estradato in Spagna, dove dovrà affrontare un processo per omicidio.

***

Via Pecchio

Vicino alla circonvallazione esterna, zona 3, MM1-2 Loreto

Google street view

E’ una strada in crisi d’identità, che non appartiene a nessuna delle quattro o cinque versioni di Milano che collidono in piazzale Loreto. C’entra poco con l’infilzata di brand di corso Buenos Aires, ha spazi troppo stretti e palazzi troppo antichi per avvicinarsi a Città Studi, è lontana dall’aria da borghesia assediata di viale Andrea Doria o dal bollore multietnico di via Porpora e via Padova. Collega due piazze dal carattere altrettanto forte, e ci si smarrisce in mezzo.

Da un lato piazza Argentina, uno dei rari luoghi della città che non vanno (quasi) mai a dormire, dove fino alle due di notte si può andare in edicola o mangiare un kebab, dove la farmacia resta sempre aperta e dove la circolare esterna fa servizio h24.

Dall’altro lato un folto giardino di alberi quasi secolari e una serie di deliziose palazzine colorate di inizio Novecento, dove a decine si sono insediati strani, minuscoli alberghi a una stella. Qui intorno si aggirano senza soluzione di continuità una manciata di prostitute cinquantenni che forse avrebbero commosso De Andrè; gli affittacamere dei fuorisede (almeno due condomini sono interamente occupati da studenti universitari); i neofascisti di Forza nuova (che qui ha la sede); alcuni ragazzi sudamericani che nel parco giocano a basket o provano balli di gruppo. Forse è un po’ pretenziosa, piazza Aspromonte. Ma nella sua bellezza e nell’insieme delle sue contraddizioni vitali, è un pezzo di città sano e a volte persino dolce.

Guarda la mappa generale della cronaca nera in città

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