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Dalle parti di via Osoppo, 52 anni dopo

10 marzo 2010

Oggi poco dopo le 13 due uomini hanno rapinato la Banca Popolare di Milano di via Faruffini, all’angolo con piazza De Angeli. Uno dei due malviventi, il volto coperto da una sciarpa, ha minacciato i cassieri mostrando il calcio della pistola che teneva nella tasca dei jeans. I due complici sono riusciti a farsi consegnare circa 15 mila euro in contanti.

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Via Federico Faruffini angolo piazza Ernesto De Angeli

Tra la cerchia dei bastioni e la circonvallazione esterna, Zona 7, MM1 De Angeli

Foto Google street view

Questo colpo, su cui è al lavoro la polizia, non soltanto cade a pochi giorni dal cinquantaduesimo anniversario di quella che a Milano è ricordata come “la rapina del secolo”, ma in comune con quest’ultima ha anche il luogo e il nome dell’istituto di credito preso di mira.
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Il 27 febbraio 1958, in via Osoppo, a pochi isolati di distanza da via Faruffini, un commando di sette uomini riuscì a svaligiare un furgone blindato della Banca popolare di Milano. Con un assalto programmato fino ai minimi dettagli, con tanto di finto incidente stradale per distrarre l’autista del portavalori, i ladri portarono a casa (o meglio, in un box di via Plinio) oltre seicentoquattordici milioni di lire. Una cifra spropositata se si pensa che alla fine degli anni Cinquanta lo stipendio di un operaio era di poco più di 40 mila lire.
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I vecchi del quartiere ancora si ricordano di quell’episodio, come delle settimane successive in cui tutti i membri della banda furono identificati e arrestati. Quel giorno, sul Corriere della Sera, Indro Montanelli commentò così: “Ufficialmente, sì, tutti scrivono e proclamano che sono contenti, anzi entusiasti del fatto che i criminali siano stati smascherati in modo da togliere a chunque la voglia di imitarli. Ma, sotto sotto, senza osare dirlo, o dicendolo solo a bassa voce, la maggioranza tifava per i rapinatori. Quello scontro, calcolato alla frazione di secondo, tra l’auto e il camion, per distrarre l’attenzione dei passanti, e quell’assalto al furgone, rapido ed esatto da sembrare radiocomandato, avevano mandato in visibilio gli italiani”.
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Guarda la mappa generale della cronaca nera in città

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2 commenti leave one →
  1. 31 marzo 2010 16:59

    Ehehe…2 dei sette rapinatori del 1958 sono amici, nelle nostre serate ci hanno raccontato quella giornata e quella rapina…
    Bei tempi…dei professionisti e dei veri gentiluomini tutt’ora…Luciano De Maria e Arnaldo Gesmundo, rapinatori si ma di tutto rispetto come persone!!
    Luca

  2. marco permalink
    26 settembre 2010 22:58

    beh. rapinatori.. in fondo rubare ad una banca è solo riprendersi il maltolto..
    grande jess e grande zio luc..

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