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I nei maledetti del latitante di Odessa

7 aprile 2010

Stazione ferroviaria Garibaldi

Tra la cerchia dei bastioni e la circonvallazione esterna, Zona 9, MM2 e Linee S Garibaldi Fs

Google street view

Due nei. Due nei sotto l’occhio destro. È così che i carabinieri lo hanno riconosciuto per arrestarlo, sabato scorso: Ruslan Smolyuk, ucraino, 32 anni il prossimo 28 dicembre, ricercato per tentato omicidio in quasi duecento Paesi. Nel 2001, durante una rapina a Odessa, in Ucraina, aveva sparato e ridotto in coma un uomo. Poi era fuggito in Italia, dove viveva da nove anni. Con un falso passaporto slovacco era venuto a Milano e aveva iniziato a lavorare come piastrellista. Nessuno dei suoi amici sapeva chi lui fosse per davvero. Neanche la sua fidanzata, con cui divideva un appartamento alla periferia ovest della città.

Sabato 3 aprile, vigilia di Pasqua. Smolyuk è a passeggio vicino alla stazione Garibaldi. Sta andando a ritirare un pacco regalo spedito dalla sua famiglia: dolci e alimenti per le feste. I carabinieri della sezione Duomo si avvicinano e gli chiedono i documenti. Lui per scagionarsi mostra un passaporto slovacco: è falso, ma da nove anni gli permette di passare indenne tutti i controlli delle forze dell’ordine. Questa volta, invece, non funziona. A tradirlo sono i due piccoli nei che ha sul viso, sotto l’occhio destro. Gli stessi che compaiono nella sua foto segnaletica sul sito dell’Interpol. Uno scatto in cui Smolyuk è molto giovane: ai tempi della rapina nel centro di Odessa, messa a segno il 26 febbraio 2001 con un complice ancora ricercato, aveva da poco compiuto 22 anni. Quel giorno aveva sparato un colpo al petto di un uomo che si opponeva al blitz criminale. Dopo qualche mese di coma, alla fine la vittima era sopravvissuta.

Per diventare un latitante Smolyuk aveva scelto l’Italia, e Milano in particolare, dove da tempo lavorava in nero come piastrellista. Condivideva un appartamento al quartiere degli Olmi, estrema periferia Ovest, con altre tre persone. La sua ragazza, una connazionale di 25 anni, non sapeva niente del suo passato. Ora, forse, i due non si vedranno più. Smolyuk dovrebbe essere estradato, e per i suoi reati rischia in Ucraina una condanna all’ergastolo. Mentre sabato i carabinieri gli mettevano le manette e lo accompagnavano a San Vittore, lui diceva: “è finita la vacanza!”.

Guarda la mappa generale della cronaca nera in citta’

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