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Rebecca Solnit e le ombre di viale Monza

12 giugno 2010

Un uomo di 39 anni trovato in possesso di 350 grammi di cocaina è stato arrestato in via Minturno, zona viale Monza.  Il 39enne, straniero irregolare, usava il suo appartamento come centrale di spaccio. Sono state le segnalazioni dei vicini sul continuo transito di sconosciuti nel palazzo a portare al blitz della polizia. Ad essere sequestrati sono stati otto panetti di cocaina e il materiale per confezionare la droga, oltre a 35mila euro in contanti.

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Via Privata Minturno

Periferia nord-est, zona 2, MM1 Gorla

Google street view

Ma davvero è così pericoloso viale Monza? A basarsi sulla mappa del Giro della Nera sembrerebbe che questa zona, imprigionata in una cattiva fama, si sia in concreto resa protagonista, negli ultimi sei mesi, di pochissimi episodi di cronaca nera. Senza dimenticare che la percezione dell’insicurezza è una cosa complessa e non si può ridurre alla semplice casistica dei fatti che creano allarme sociale, forse bisogna correggere il tiro: una cosa è il viale, altra cosa i quartieri che attraversa. Flussi contro luoghi.

Una precisazione quanto mai necessaria in viale Monza, che ha poco a che spartire con le piccole strade che lo circondano (quasi tutte a Est, qui a Gorla), ancor meno di quanto non sia per via Padova e le sue laterali. A partire dalla presenza delle automobili: incessante e oppressiva sul viale, fino a inibire il passaggio dei pedoni; rara e scoraggiata dal sistema dei sensi unici nei passaggi secondari. E ancora, gli edifici: viale Monza è una quinta di palazzi alti, non per forza miseri ma dall’aria ostile. Eppure lì dietro, a pochi metri di distanza, le case si rimpiccioliscono, si fanno colorate e (con le dovute eccezioni, come via Minturno insegna) sonnecchiose. Forse è vero, come ha scritto Rebecca Solnit ispirandosi ai situazionisti, che per riconciliarsi con la città basta riprendere a camminarci. Comunque anche l’intervento del pubblico non si disdegna. Al centro dell’arteria a quattro corsie, in alcuni tratti dello spartitraffico, il Comune ha fatto piantare alcuni piccoli alberi. Aspettiamo che crescano, per rallegrare lo sguardo.

La statua che ricorda i piccoli martiri di Gorla, oltre il ponte vecchio sul naviglio Martesana, ammonisce severa: “Ecco la guerra”. E’ uno dei monumenti più sconvolgenti della città, tappa d’obbligo per capire Milano.

Guarda la mappa generale della cronaca nera in città

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