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Zama e Berlino Est: una scuola nel deserto

14 giugno 2010

Via Antonio Berlese angolo via Zama

Poco oltre l’anello ferroviario, zona 4, Linee S Porta Vittoria

Google street view

Un gruppo di 11 persone è stato denunciato per occupazione abusiva dell’ex scuola di via Berlese all’angolo con via Zama. L’edificio di proprietà comunale è abbandonato da anni e già in passato era stato sgomberato, sei volte soltanto negli ultimi dodici mesi. I vigili urbani hanno riparato la recinzione metallica che gli occupanti, tutti rom rumeni, avevano divelto per entrare nella scuola.

***

A nord di via Bonfadini (quartiere Santa Giulia), a sud di via Attilio Regolo e piazza Ovidio (quartiere Forlanini), a ovest di via Salomone (quartiere Mecenate-Taliedo) e a est di via Zama e della ferrovia (quartiere dell’Ortomercato), c’è un quadrilatero lungo quasi un chilometro e mezzo e largo fino a 500 metri, senza nome, senza scopo e senza futuro.

Qui in mezzo, tra poche case dall’aspetto sovietico, qualche prato e capannoni e palazzi per uffici, indistinguibili quelli abbandonati da quelli in uso, c’è una vecchia scuola materna, vuota e spettrale, sul cui destino si discute da un lustro. Per decenni è stata la scuola dei bambini delle “case minime” di via Zama, costruite negli anni Trenta per gli abitanti del centro sfrattati dagli sventramenti urbanistici voluti dal Duce. Quelle  “vergognose e interessate riduzioni della ricerca razionalista sulla casa popolare”, così definite dalla guida rossa di Milano del Touring Club, furono poi abbattute nel 1978 per lasciare posto a un altro complesso Aler, uno tra gli edifici più lugubri di Milano est. Ma la scuola, nonostante tutto, c’era sempre.

Poi, in tempi più recenti, intorno a via Norico sono stati costruiti una serie di condomini decorosi. Un’occasione di rilancio per questo pezzo di città dimenticato. Ma proprio mentre arrivavano i nuovi abitanti, la scuola chiudeva.  Al suo posto rimaneva un rifugio per senzatetto e rom. Quegli stessi che a poca distanza, sull’incrocio Zama-Bonfadini, avevano creato una piccola baraccopoli. Il Comune, intanto, stava su un altro pianeta, e progettava di reimpiegare quelle aule vuote come centro per rifugiati politici, o come sede per la scuola islamica.

Di notte, a interrompere un silenzio spaventoso, tra le luci fioche, ci sono soltanto i treni che viaggiano tra Rogoredo e la Centrale.

Guarda la mappa generale della cronaca nera in città

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