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Una notte nervosa al kebab del 186

26 giugno 2010

Un uomo di 39 anni è stato arrestato questa notte in via Ripamonti, zona sud della città, dopo aver accoltellato al petto il commesso 23enne del negozio di kebab al civico 186. L’aggressione è andata in scena durante un tafferuglio che ha coinvolto altre tre persone, tra cui la proprietaria del bar dall’altra parte della strada. All’orario di chiusura, la donna stava spazzando il marciapiede davanti alle sue vetrine, quando un uomo davanti al negozio di kebab pare abbia iniziato a insultarla. In difesa della barista sono accorsi in due: uno era proprio il 39 enne colombiano. Da ubriaco, armato di coltello, ha scatenato una rissa in cui ad avere la peggio è stato il 23enne. Il commesso, un ragazzo turco, è stato colpito tre volte al torace e trasportato d’urgenza al Policlinico.

***

Via Giuseppe Ripamonti 186

Periferia sud, Zona 5, MM3 Brenta

Google street view

Un paio di vecchie palazzine, una molto cadente, prima che la strada (la più lunga della città) si spalanchi in un isolato di aspra edilizia del dopoguerra. Su un marciapiede c’è la pizzeria kebab Bella Vista. Sull’altro lato, sopra le finestre al primo piano, campeggia una targa tutta scolorita: “Vietato lo scarico delle immondizie nel fosso laterale alla strada”. Va bene, ma il fosso dov’è, oggi? Eccolo: se ne sta alla larga a duecento metri da quest’incrocio: scorre in via dell’Assunta, dietro la chiesa. Quell’iscrizione, viene da pensare, forse non era granché considerata.

Ragioni per venire da queste parti? Non molte le attrattive per gli esterni al quartiere. Sull’esempio della riqualificazione della Bovisa, meno di dieci anni fa è stato inaugurato in via Noto un distaccamento dell’università Statale. Ma gli studenti dei corsi di Beni culturali, usciti dalle aule e dalle biblioteche, hanno poca voglia di esplorare via Ripamonti, e si precipitano alla fermata del tram 24 per tornare verso il centro.

Via Sibari, al semaforo a destra. E’ in questa strada che nel 1997 si conclude una tra le più agghiaccianti vicende di delitti della storia recente di Milano: quella del “Purificatore“, alias Gaspare Zinnanti. Un ex ladruncolo trasformato in serial killer perché convinto di “avere una missione di purificazione” da svolgere: quella di “pulire il mondo dai perversi“. In pochi giorni, prima dell’arresto, sono tre le sue vittime. L’ultima, un tossicomane di 43 anni, viene ritrovata in una fabbrica abbandonata di via Sibari, con la testa disintegrata a martellate.

Guarda la mappa generale della cronaca nera in città

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