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La frontiera della linea 14, e un caduto

18 settembre 2010

Via Giambellino 36

Poco oltre la circonvallazione esterna, zona 6, MM2 Sant’Agostino

Google street view

Un ragazzo cinese di 23 anni è morto questa mattina investito da un tram, in via Giambellino, all’altezza del civico 36, mentre cercava di attraversare i binari lontano dalle strisce pedonali.

Non tutti i tram numero 14 scortano i loro passeggeri fino all’ultima fermata della linea, in via Molinetto di Lorenteggio, approdo periferico ma decoroso, agli occhi dello straniero in città. Molte carrozze verdi, alla sera, si fermano prima. Aprono le porte, scaricano tutti e invertono la marcia, verso i depositi lontani. Così chi è costretto a scendere si trova all’improvviso in un posto che non vorrebbe. Un posto che fa paura. Piazza Tirana.

Da Sant’Agostino a Lorenteggio, dai confini del centro fino all’estrema periferia sud-ovest, sono quasi cinque chilometri di ferreo, ininterrotto rettilineo. Il tram 14 li percorre senza fretta, dilatando lo spazio e accompagnando via Giambellino, che non è una strada ma una caduta inesorabile: sempre più povero il paesaggio, le case e i muri, le auto parcheggiate, le vetrine, i negozi, fino a piazza Tirana. Persino gli alberi accanto ai binari sembrano diventare via via più miseri. E infatti, a un certo punto, scompaiono. Intanto cambiano i volti e i corpi che aspettano alle pensiline. Salgono i primi ubriachi. Qualcuno grida, non si capisce a chi. I ragazzi hanno un’aria scattante, quasi combattiva; gli abiti sportivi e i capelli cortissimi.

Per non rischiare di finire sulla banchina di piazza Tirana, alcuni passeggeri del 14 diretti al capolinea del Lorenteggio preferiscono scendere prima, lungo via Giambellino, e da lì aspettare la corsa successiva, che scavalchi il luogo temuto. La fermata Giambellino-Vignoli, dove questa mattina un uomo ha perso la vita, è per molti l’ultimo approdo sicuro. L’ultimo appiglio a una città già cruda, ma ancora in qualche modo familiare.

Due chilometri più in fondo, in piazza Tirana, accanto alle infelici case Aler c’è un desolante, mini distretto a luci rosse: un cadente cinema porno (Pussycat), un sexy shop e un club privato. Sulla stessa piazza della stazione di San Cristoforo si affaccia un assurdo, sedicente condominio di lusso: il “Settimo Cielo”. Con le sue pareti grigie, quasi nere, più che all’estasi fa pensare a un temporale.

Guarda la mappa della cronaca nera in città

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