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Cambio di indirizzo

3 giugno 2013
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Il Giro della nera ha traslocato. Questo spazio non è più attivo: tutte le mappe e gli aggiornamenti si trovano ora sul nuovo sito, www.ilgirodellanera.it

Il Giro della nera

 

Il Giro della nera, nel frattempo, è diventato anche una app per iPad che riassume e reinterpreta graficamente (grazie al contributo del Density Design Lab del Politecnico di Milano) il lavoro di mappatura del 2012. La app, intitolata semplicemente, Il Giro della nera, si può scaricare (gratis) da qui.

Mappa della cronaca nera, nel 2012 cambia tutto: indirizzo, grafica e database

7 febbraio 2012

Con il 2012 cambia tutto su questo blog. La mappa della cronaca nera di Milano ha cambiato indirizzo, grafica e sistema di classificazione delle notizie. Spiego ogni cosa su questo link, dove naturalmente si trova anche la nuova mappa: http://danielebelleri.altervista.org/mappamilano2012.html

Continuate a seguirci! Da quest’anno il servizio di geolocalizzazione è diventato interattivo e permette di effettuare ricerche sui fatti di cronaca nera per tipologia criminale, luogo e tempo. Per accedere, è sufficiente avere un qualunque account di Google.

Daniele Belleri

Milano, la mappa della cronaca nera 2011

9 gennaio 2012

Pubblico qui sotto la mappa della cronaca nera 2011 di Milano – Il giro della nera.

Cosa si può trovare su questa mappa? Si possono trovare tutti (o quasi) i fatti di cronaca nera avvenuti all’interno del Comune di Milano nel corso del 2011. Sono i crimini, gli incidenti e le violenze dei quali quotidiani, testate on line e agenzie di stampa (più sotto l’elenco completo) hanno dato notizia, evidenziando in modo sufficientemente chiaro il luogo degli stessi crimini, incidenti o violenze.

Quelli rappresentati sulla mappa NON sono tutti i crimini, gli incidenti e le violenze avvenute a Milano nel 2011, ma soltanto una piccola parte del totale: quella diventata notizie.

Per visualizzare il tutto in una versione più ampia, usare i pulsanti dello zoom nell’angolo in alto a sinistra nel riquadro della mappa, oppure cliccare qui.

La legenda della mappa di Milano - Il giro della nera

Principali fonti utilizzate: quotidiani cartacei e on-line (Corriere della Sera, La Repubblica, Il Giornale, Libero, Cronaca Qui), agenzie di stampa (Ansa, Omnimilano), testate on-line (Milano Today, Cronaca Milano), “Fatti del giorno” della Questura di Milano.

Per segnalare mancanze o proporre integrazioni, sulla base di notizie pubblicate da fonti giornalistiche: ilgirodellanera@gmail.com

Colpi d’accetta e colori avviliti, in viale Bodio

14 novembre 2011

Viale Bodio

Circonvallazione esterna, zona 9, Linee S Lancetti

Un uomo di 31 anni è stato ferito a colpi d’accetta, fuori da un negozio di viale Bodio, sabato pomeriggio. Il suo aggressore, 24 anni, ha ammesso di avere agito senza motivo, e dopo la violenza ha tentato la fuga a piedi fino a piazza Bausan, dove è stato arrestato per tentato omicidio. Il 31enne, ferito alla testa sul marciapiede accanto a una carrozzeria, è fuori pericolo di vita. Portato in ospedale, ha spiegato di non avere mai visto prima il suo attentatore.

In una lontana, inimmaginabile epoca di biciclette, viale Bodio deve essere stata un’ampia e pigra strada di fine città, in cui a spezzare il silenzio della giornata erano le sirene delle fabbriche. Poi sono cresciuti gli alberi, con troppa ombra e poca altezza. Le industrie sono state dismesse. E soprattutto sono arrivate le macchine.

Oggi viale Bodio trasmette lo stesso senso di violenza implicita di una pista di corse clandestine –  cos’altro si può fare qui, se non sfrecciare sull’asfalto e levarsi tutto di dosso? Per questo hanno piazzato un sensore di velocità, che comanda di rallentare. Ma le impressioni e i presagi sono tutti penosi. I negozi spogli, polverosi, superflui. Certe micragnose casette color pastello. Una stazione di rifornimento tinta di rosso. E poi la vacillante scuola elementare per i bambini della Bovisa, con la sua solennità fuori posto, schiacciata dietro il marciapiede.

Guarda la mappa generale della cronaca nera in città

Fratelli uccisi, dubbi sul movente. Il killer in cella guardato a vista

26 giugno 2011

Da “Il Messaggero”, domenica 26 giugno 2011

MILANO – La rabbia di un padre, che ha visto i due figli uccisi, Giovanni Palummieri ha provato a sfogarla ieri mattina. È andato sotto casa del killer di Gianluca e Ilaria, alla periferia ovest di Milano, e davanti al palazzo dove Riccardo “Ricky” Bianchi viveva con i genitori ha iniziato a gridare, disperato: “Fatemi entrare!”. Naturalmente Bianchi non era lì: il 21enne che ha confessato il doppio omicidio dell’ex fidanzata e del fratello di lei si trova da venerdì sera in carcere, dove è sorvegliato a vista come detenuto a rischio suicidio. Ma intanto, in via Pompeo Marchesi, quel padre impazzito dal dolore non poteva sentire ragioni. Così, quando il custode dello stabile ha provato a fermarlo, Palummieri ha reagito in modo impulsivo, colpendolo con una testata.

A oltre quarantotto ore dalla scoperta dei cadaveri di Ilaria e Gianluca, la prima nel suo appartamento in via Gozzoli, a Milano, il secondo sull’asfalto di Rho, è ancora mistero sul movente delle violenze. Bianchi è stato chiuso in una cella d’isolamento a San Vittore, e per impedire che commetta azioni autolesionistiche è tenuto d’occhio in ogni istante. Oggi sarà sentito dal gip Stafania Donadeo: data per scontata la convalida dell’arresto, l’interesse si concentra sulla nuova ricostruzione dei delitti che sarà possibile delineare. Per ora, il verbale del lungo interrogatorio del pm Cecilia Vassena riporta una testimonianza “estremamente complessa, lacunosa, fumosa, da approfondire”, dicono dalla Squadra mobile meneghina.

In tutta la giornata di venerdì, e poi di ieri, Bianchi è stato molto confuso. Accusato di omicidio e di violenza sessuale, ancora non è stato in grado di motivare né l’accoltellamento dell’amico né lo stupro e il soffocamento di Ilaria, trovata nuda e legata al letto con i cavi di un joystick. Dal suo arrivo in commissariato nella notte di due giorni fa, fino al trasporto in carcere, accompagnato dai genitori, la sera stessa, il racconto degli omicidi è cambiato più volte. Il ragazzo ha reagito con stupore di fronte alla notizia che il corpo di Gianluca sia stato rinvenuto a Rho, a quattordici chilometri dal luogo dell’omicidio. “Non credevo proprio di avere guidato così tanto”, ha commentato da dietro le sbarre. Gli inquirenti però escludono che al momento dell’aggressione fosse sotto effetto di stupefacenti.

Le trentasei ore di follia sono andate in scena da mercoledì sera all’alba di venerdì, e i punti oscuri sono ancora parecchi. Due su tutti: il taglio sulla gamba dell’ex fidanzato di Ilaria. E poi la scomparsa dei vestiti insanguinati. Quelli che Ricky indossava mentre accoltellava l’amico nel cuore e ne caricava il cadavere in auto. Ecco le domande su cui sono al lavoro gli investigatori. Da dove arriva, quella ferita? E dove sono finiti il coltello e gli abiti sporchi del sangue di Gianluca?

In via Gozzoli 160, un complesso popolare da quattro torri e duecentoquaranta appartamenti, dove i due fratelli si erano trasferiti da tre mesi, qualche vicino ha parlato di litigi, provenienti dall’appartamento del quinto piano della Torre 2. Di sicuro è che Ilaria e Riccardo avevano avuto una relazione fatta di alti e bassi, tra crisi di gelosia e passione, come del resto testimoniano alcune delle ultime frasi lasciate dalla ragazza su Facebook: “Ci sono momenti che ricordo di noi..mille promesse mille litigate mille giornate..e nel vederci ora mi dispiace..avrei fatto di tutto ma hai scelto così..”

Daniele Belleri

Ilaria e Gianluca: due fratelli e una storia di morte, a Milano ovest

26 giugno 2011

Da “Il Messaggero”, sabato 25 giugno 2011.

MILANO – Due cadaveri, a quindici chilometri di distanza. Un fratello e una sorella, poco più che adolescenti, uccisi uno dopo l’altro, senza un vero motivo. Lei era in casa: legata al letto, senza vestiti, la pelle coperta di lividi. È morta per soffocamento, giovedì pomeriggio, nel suo appartamento alle porte di Milano, dopo essere stata immobilizzata, violentata e seviziata per ore. Lui, ucciso il giorno prima, era più lontano: sul marciapiede di un’altra periferia, avvolto in una coperta intrisa di sangue, l’addome squarciato dalle coltellate. Un doppio omicidio che neanche l’assassino, ex fidanzato di lei e amico di lui, è stato in grado di motivare, ieri, davanti al pm Cecilia Vassena, in una confessione lunga quasi dodici ore.

Le due vittime di questa storia, che va in scena ai confini sud ovest della città, sono Gianluca e Ilaria Palummieri. In rotta con il padre e da un anno orfani di madre, da pochi mesi i due fratelli erano andati a vivere da soli. Lei faceva la barista in un locale del centro. Lui si era impiegato come assicuratore. Una vita non facile, a 20 e 21 anni, in un grande complesso popolare nel quartiere di Baggio. Sempre nei dintorni, i due fratelli avevano conosciuto Riccardo Bianchi, un ragazzo alto, esile e biondo, ripetente in un istituto tecnico. I tre si erano molto legati, e per un periodo Ilaria aveva anche avuto una relazione con lui. Alla fine della storia, Bianchi era comunque rimasto amico di Gianluca. Ogni tanto, i due ragazzi passavano le serate insieme, proprio come mercoledì scorso, data del primo, assurdo delitto. Un omicidio che sarebbe forse rimasto ignoto a lungo, se non per l’arrivo dello stesso Bianchi davanti alla polizia, tra giovedì e venerdì, poco dopo le due di notte.

“La mia ragazza è morta”, esordisce Bianchi, presentandosi in commissariato: “Ieri sera siamo andati a dormire insieme, ma a un certo punto stanotte mi sono accorto che lei non respirava più”. Il racconto però non regge. Il giovane inizia a contraddirsi. E poi sulla sua gamba c’è una ferita sospetta. Così, mentre la polizia lo accompagna in questura per l’interrogatorio, alle 3.30 le volanti arrivano in via Gozzoli.

In casa Palummieri, al quinto su diciassette piani della grigia e sporca Torre 2, Ilaria viene trovata nuda, immobile sul letto, con i polsi legati alla testiera e le ecchimosi su tutto il corpo. Un sacchetto di plastica, messo accanto alla testa, è la probabile causa del soffocamento.

La confessione, intanto, è iniziata. La polizia si mette sulle tracce del cadavere del fratello, che verso le 7 era già stato scoperto da alcuni uomini della nettezza urbana di Rho, a quasi quindici chilometri di distanza. Su quel corpo lasciato vicino a un cassonetto, in una zona industriale, si contano decine di coltellate. Sulla dinamica di questo omicidio soltanto in tarda serata sarà fatta un po’ di luce. La confessione di Bianchi ricostruisce una cascata di follia ed efferatezza.

Tutto inizia mercoledì. Quella sera, dopo aver trascorso qualche ora con Gianluca in un locale, all’improvviso, sulla strada di casa, Bianchi si scaglia contro l’amico. “Avevamo bevuto molto”, racconta, ma non riesce a dare un motivo all’aggressione. “Non so neanche dove ho trovato il coltello, e dove l’ho buttato”, spiega. Poi racconta di aver messo il corpo senza vita dell’amico nel bagagliaio della propria Fiat Punto, e di essere andato verso casa di Ilaria.

All’alba di giovedì, Bianchi entra nell’appartamento di via Gozzoli. E qui inizia il secondo omicidio, più lento e crudele: “L’ho immobilizzata, violentata e soffocata. Non potevo fare altro, le avevo confessato cosa avevo fatto”. La ragazza, però, non muore subito. Passa un’intera giornata, fino almeno alle 18 di giovedì, prima che le sevizie la portino alla morte.

Bianchi rimane a vegliare il cadavere dell’ex fidanzata fino alle 22. Poi si scuote, prende un lenzuolo dall’appartamento, torna alla macchina e si disfa del corpo dell’amico. Qualche ora più tardi, dopo essere passato a casa dei genitori e aver parcheggiato l’auto con il cofano sporco di sangue, si presenta davanti alla polizia, per la sua lunga e difficile resa.

Daniele Belleri

Milano, primo quadrimestre 2011: la mappa della cronaca nera

10 maggio 2011

Gennaio, febbraio, marzo, aprile: quattro mesi di cronaca nera a Milano. Di quali eventi, e quali luoghi, ci hanno parlato le principali testate giornalistiche meneghine in questo periodo?

Quella qui sotto è la mappa della cronaca nera di Milano, nel primo quadrimestre 2011 (versione non ingrandibile).

Rissa per sette, ai margini del Lazzaretto

18 marzo 2011

Via Felice Casati ang. via Lazzaretto

Tra la cerchia dei bastioni e la circonvallazione esterna, zona 2/3, MM3 – Linee S Repubblica

Google street view

Sette giovani sudamericani sono stati arrestati al termine di una rissa che si è scatenata nel tardo pomeriggio all’angolo tra via Casati e via Lazzaretto, nel centro di Milano. Tra gli arrestati anche due minori e un maggiorenne rimasto ferito al braccio per una coltellata e che è stato giudicato in ospedale guaribile in 30 giorni. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Questura di Milano. La rissa è nata per futili motivi. (ANSA – 17 marzo 2011).

Google street view

E’ come una scarpa dura, e strettissima, ma anche bella, elegante, costosa: chi la vuole indossare, sopporta. Così queste strade. Dense, congestionate, sovraccariche. Ma soprattutto vive. E affascinanti. Sono figlie di una speculazione edilizia ancora spudoratissima, per quanto vecchia di oltre un secolo, e si incrociano in una maglia angusta. Siamo in una delle aree più quotate della città.

Facciamo pochi passi. Subito ricordiamo uno tra gli omicidi più raccontati del dopoguerra. Poi inciampiamo in odori e nomi stranieri: una monumentale storia d’immigrazione, qui, è ancora in atto. Dopo tutto questo, la domanda risale spontanea: come ha fatto proprio questo quartiere, la Casba di Milano, a diventare alla moda?

Tra le cento risposte, ce n’è una che ha il sapore del paradosso, ed è quella che vogliamo provare. Parliamo delle (involontarie) conseguenze del modo in cui i palazzinari di fine Ottocento sono andati a intervenire su questo ghiotto pezzo di terra a ridosso dei Giardini di Porta Venezia. Vale a dire: lasciando strade troppo strette e palazzi troppo vicini. In una città austera come Milano, questo ha fatto sì che in tutto il quadrilatero dell’ex Lazzaretto si riuscisse a respirare un’aria diversa: meno punitiva, più informale e mediterranea. Predisposta a colpi di scena. A cambi d’abito. E soprattutto di scarpe.

Milano: mappa della cronaca nera 2010 – 4

17 gennaio 2011

Con il post di oggi si conclude il lavoro per il 2010 di Milano – Il giro della nera.

La legenda delle mappe di Milano - Il giro della nera

Prima mappa, siamo alla periferia ovest di Milano: Baggio, Quarto Cagnino, Bisceglie.

Seconda mappa, estrema periferia ovest, ai confini del territorio comunale: Quartiere degli Olmi e Muggiano.

Terza mappa, ci spostiamo un poco verso nord. In basso a destra, lo stadio Meazza. Nel resto del quadrante, Molino Dorino, Bonola, Figino, Trenno, Quinto Romano, Via Novara.

Ultima mappa: via Gallarate, Cimitero Maggiore, Musocco, via Stephenson, Vialba.

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Milano – La mappa della cronaca nera 2011

12 gennaio 2011

Il lavoro di questo blog continua. Da oggi è online la mappa della cronaca nera 2011

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