Milano, la mappa della cronaca nera 2011
Pubblico qui sotto la mappa della cronaca nera 2011 di Milano – Il giro della nera.
Cosa si può trovare su questa mappa? Si possono trovare tutti (o quasi) i fatti di cronaca nera avvenuti all’interno del Comune di Milano nel corso del 2011. Sono i crimini, gli incidenti e le violenze dei quali quotidiani, testate on line e agenzie di stampa (più sotto l’elenco completo) hanno dato notizia, evidenziando in modo sufficientemente chiaro il luogo degli stessi crimini, incidenti o violenze.
Quelli rappresentati sulla mappa NON sono tutti i crimini, gli incidenti e le violenze avvenute a Milano nel 2011, ma soltanto una piccola parte del totale: quella diventata notizie.
Per visualizzare il tutto in una versione più ampia, usare i pulsanti dello zoom nell’angolo in alto a sinistra nel riquadro della mappa, oppure cliccare qui.
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Principali fonti utilizzate: quotidiani cartacei e on-line (Corriere della Sera, La Repubblica, Il Giornale, Libero, Cronaca Qui), agenzie di stampa (Ansa, Omnimilano), testate on-line (Milano Today, Cronaca Milano), “Fatti del giorno” della Questura di Milano.
Per segnalare mancanze o proporre integrazioni, sulla base di notizie pubblicate da fonti giornalistiche: ilgirodellanera@gmail.com
Colpi d’accetta e colori avviliti, in viale Bodio
Viale Bodio
Circonvallazione esterna, zona 9, Linee S Lancetti
Un uomo di 31 anni è stato ferito a colpi d’accetta, fuori da un negozio di viale Bodio, sabato pomeriggio. Il suo aggressore, 24 anni, ha ammesso di avere agito senza motivo, e dopo la violenza ha tentato la fuga a piedi fino a piazza Bausan, dove è stato arrestato per tentato omicidio. Il 31enne, ferito alla testa sul marciapiede accanto a una carrozzeria, è fuori pericolo di vita. Portato in ospedale, ha spiegato di non avere mai visto prima il suo attentatore.
In una lontana, inimmaginabile epoca di biciclette, viale Bodio deve essere stata un’ampia e pigra strada di fine città, in cui a spezzare il silenzio della giornata erano le sirene di qualche fabbrica. Poi sono cresciuti gli alberi, con troppa ombra e poca altezza. Le industrie sono state dismesse. E soprattutto sono arrivate le macchine.
Oggi viale Bodio trasmette lo stesso senso di violenza implicita di una pista di corse clandestine – cos’altro si può fare qui, di sensato e agevole, se non sfrecciare sull’asfalto e levarsi tutto di dosso? Per questo hanno piazzato un sensore di velocità, che comanda di rallentare. Ma le impressioni e i presagi sono tutti penosi. I negozi spogli, polverosi, superflui. Certe micragnose casette color pastello, avvilite dal rosso intenso del distributore di benzina che le affianca. E poi c’è la scuola elementare per i bambini della Bovisa: ancora vagamente solenne, sembra più che altro un cane che si è perso, e se ne sta immobile sul marciapiede, atterrito, con la paura di finire sotto un’auto.



